giovedì 12 agosto 2010

Don Renzo Pampalon, Cancelliere del Gran Priorato Melitense: AUGURI A TUTTI I CAVALIERI PER UN FELICE E SERENO 15 AGOSTO






AUGURI A TUTTI I CAVALIERI PER UN FELICE E SERENO 15 AGOSTO



Storia del perché si festeggia e si fanno gli auguri in questa giornata di Agosto



Il termine Ferragosto (dal latino Feriae Augusti = riposo di Agosto) indica una festa popolare, dalle radici antichissime, che si svolgeva il 15 agosto per festeggiare la fine dei principali lavori agricoli.Nell'occasione, i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia.
Tale festa era tipicamente romana, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria dai decreti pontifici.La ricorrenza discende direttamente dai "Consualia", il periodo di festa e riposo che nell'antica Roma repubblicana si dedicava al dio Conso, protettore dell’agricoltura.Agli inizi dell'età imperiale (18 a.C.) tali ferie vennero ribattezzate come "Augustali", in onore del compleanno dell'imperatore Ottaviano Augusto, da cui deriva l'attuale denominazione del mese di agosto.Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l'impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro (cavalli, asini e muli) venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori.
Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il celeberrimo "Palio dell'Assunta" che si svolge a Siena il 16 agosto.Dopo la caduta dell'impero la chiesa ne ha fatto la festa dell'Assunzione di Maria (madre di Gesù) in cielo (fatto ritenuto "probabile" per secoli, ed elevato a dogma solo il 15.8.1950 da Pio XII).Tradizione tipicamente italiana, all'estero la festa è meno sentita che da noi, ma ebbe un grande impulso sotto Napoleone (nato il 15.8, a meno che non abbia falsificato la data di nascita per farla coincidere con quella di Augusto, così come si è ringiovanito di due anni per nascere francese e non genovese).
Il Ferragosto è visto come giorno dedicato alla balneazione, nelle zone vicine a mari e laghi.
Ma non bisogna dimenticare le tradizionali gite fuori porta verso località montane o collinari, in cerca di refrigerio.

Buon Ferragosto a tutti.
Sempre in San Giovanni

Don Renzo Pampalon Cancelliere
Del Gran Priorato Melitense
Dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme

mercoledì 11 agosto 2010

Don Renzo Pampalon: UTOPIA DEL VERO CAVALIERATO

UTOPIA DEL VERO CAVALIERATO


Se qualcuno vi chiederà quanti Cavalieri di Malta vi sono o siete?
Rispondete: Siamo noi, poiché i nostri
Fratelli siamo noi e noi siamo i nostri
Fratelli



Ciascuna epoca presenta mezzi diversi per combattere l’ignoranza, quel buio che degrada l’uomo, impedendogli di praticare la vera morale naturale.
Se i Cavalieri di Malta del Gran Priorato Melitense nei tempi passati erano costretti quasi a nascondersi per fare del bene, grazie a quei martiri, adesso possiamo, per comunicarci le idée, e accordarci sui mezzi che ci possono portare con grandi passi verso l’obiettivo della società usiamo la stampa, internet e tutti i mezzi che la società può metterci a disposizione.
Ecco dunque lo scopo di questo articolo o lettera verità.
Illuminiamoci gli uni con gli altri per essere degni di applicare, propagare e dirigere i principi morali universali, per la libertà e prosperità della nostra terra, per il bene dell’umanità mettiamoci in posizione, con un accordo perfetto fra fratelli, per diffondere la luce in tutte le classi della società, perché solo così raggiungeremo la perfezione, questo grande scopo al quale tende tutto il mondo.
Cerchiamo di attirare la buona volontà degli uomini potenti per la nostra terra, lavorando per il suo sviluppo.
L’attuale preoccupazione generale è, oltre alla filantropia, attivare lo sviluppo morale e materiale della campagna, educando e istruendo gli abitanti e aiutando gli agricoltori, i commercianti e ancor di più gli industriali, in modo che diano molti posti di lavoro.
A questo scopo la Fratellanza dei Cavalieri di Malta del Gran Priorato Melitense, tra le altre donazioni, si e’ impegnata in Costa d’Avorio ad aprire una scuola per bambini, così che tramite maestri istruiti, molti giovani che, oltre agli studi necessari a qualunque buon cittadino e genitore di famiglia, impari sistematicamente una professione.
I cavalieri di Malta del Gran Priorato Melitense hanno anche progettato l’apertura di alcune scuole per adulti dove possono insegnare, oltre all’enciclopedia delle scienze, anche le necessarie nozioni per avere una vita morale e fisica, per adesso solo tre professioni: muratore, falegname e fabbro.
Dei giovani che si distingueranno, uno o due, alla fine dei corsi saranno inviati in terre dove la specializzazione di ciascuno verrà perfezionata.
I Cavalieri di Malta del Gran Priorato Melitense si occuperà anche nel formare alcune associazioni profane per incoraggiare l’agricoltura; ad ora, si sono fondati ospizi e altri stabilimenti e lavorano in questo senso.
Vediamo con viva soddisfazione che ogni Stato contattato dal Gran Priorato Melitense, si è fatto carica di questa verità, capendo che l’umanità non si rigenererà, che il progresso non sarà ottenuto, fino a quando in tutte le parti del mondo, le società composte dagli apostoli del bene, lavoreranno duramente per realizzare i grandi principi di educazione e istruzione dell’uomo, in modo di migliorare e accrescere la produzione di ciascuno Stato.
Rilevare dai governi profani tutto, anche quando presupponiamo che essi non risparmierebbero neanche un sacrificio per raggiungere questi scopi, tuttavia l’umanità non farebbe che un insignificante progresso.
Veramente i numerosi incarichi e la quantità degli ostacoli dei governi profani, la ristrettezza dei mezzi dei quali i governi possono disporre e, le difficoltà che trovano nel procurare questi mezzi, come l’oppressione causata dalle imposte che loro sono obbligati a pretendere, sono così tante difficoltà, così tante circostanze che paralizzano anche la più forte attività.
L’iniziativa isolata dell’individuo è molto debole e marginale per completare quella dei governi profani e così solo con l’iniziativa di alcune strutture come i Cavalieri di Malta del Gran Priorato Melitense del Mondo, può velocizzare e ingrandire il progresso di ogni Stato e dell’umanità in genere.
La necessità e l’utilità di alcune società per l’educazione, scientifica, agricola,
commerciale ed industriale sono indiscutibili.
Il potere delle associazioni è immenso, tutto quello che è umanamente possibile quanto colossale si dovrebbe realizzarlo in associazione?
Quale altro modo di associarsi potrebbe offrire più vantaggio se non quello dei Cavalieri di Malta del Gran Priorato Melitense?
Un apostolato composto di uomini probi, uniti tramite il dolce e sacro legame della fratellanza, degli scopi e del giuramento.
Un apostolato che lavora senza inorgoglirsi dei risultati del proprio lavoro, che si riunisce, discute, decide e lavora con energia e devozione: che non entra mai nelle lotte disastrose della politica militante. — La quale, in tutti i tempi ha bagnato croci, patiboli e templi con il sangue dei suoi membri per il bene dell’umanità; per noi è indiscutibile che si possa, con sicurezza e meglio di qualsiasi altra struttura , far prosperare rapidamente e rigenerare l’umanità.
Per quanto riguarda poi i progressi d’interesse generale un’altra novità ci piace molto: discutere e tracciare una quantità di questioni filosofiche, morali, giuridiche, economiche, etc., in modo che portino avanti i discorsi più espressivi, pro e contro, in modo che possano essere letti e discussi da tutti.

FRATERNITA’

La fratellanza tra i Cavalieri è un legame intimo, un’unione basata sull’uguaglianza, un’alleanza vera con sentimenti di affetto, ecco come si può definire la fraternità; qualunque altra definizione è pallida e arbitraria soprattutto ogni volta che si vuole imporre un nome a un’idea tanto importante quanto quella della fratellanza.
L’idea si sente, si rappresenta con una parola, ma non è mai definibile con precisione: il più sublime sentimento è la Fraternità, essa comprende in se la vera amicizia che è sempre stata la passione dei grandi cuori.
E sacro e naturale il legame di parentela che esiste fra due persone generate dallo stesso padre, le leggi naturali e civili lo riconoscono e lo sanciscono, ma non è questo l’oggetto dei nostri interessi.
Qui parliamo dell’affetto che deve esistere tra tutti gli uomini, che discendono da un autore comune con il fine di vivere nella società, avendo da compiere gli stessi interessi e gli stessi scopi: parliamo della stessa unione che deve regnare tra i membri del genere umano, i quali devono assolutamente essere forti per affrontare la lotta generale imposta dai pregiudizi, vizi e corruzione; parliamo in fine, di quel sentimento che risiede negli uomini che praticando i precetti delle virtù, vedono nel suo simile un vero fratello, l’umanità intera come fosse una sola famiglia?
Basandoci sulle tradizioni ci innalziamo, gli uomini non hanno forse gli stessi elementi nella loro organizzazione fisica e morale?...
Per le leggi della natura gli uomini sono fratelli, uguali tra loro, per diritti e doveri.
“Dio non ci ha fatto né piccoli, né grandi, né padroni né schiavi, neppure re, né sudditi: Lui ci ha fatto tutti uomini uguali.”
Se a causa dell’ignoranza e della corruzione, da una parte, e dall’altra parte a causa dell’invidia, dell’orgoglio e del despotismo, gli uomini hanno soffocato quel sentimento naturale e hanno distrutto l’uguaglianza che dovrebbe vigere tra di loro, non è allora dovere di quelli virtuosi di ristabilire l’ordine naturale?
Ma quali potrebbero essere i rimedi per distruggere questi effetti del male?
Qualunque individuo che mantiene la facoltà di pensare risponderà sicuramente:
“Sradica le cause e gli effetti spariranno immediatamente”.
Illumina l’individuo che compone la società, e la gente indignata dall’umiliazione che gli s’impone, respingerà con disprezzo la tirannia sotto ogni sua forma che gli si presenti; moralizza l’uomo, fallo degno di camminare sulla strada del bene e della virtù, e il sentimento del male, e le predisposizioni viziose, andranno in fumo.
Com’è difficile nonostante tutto concretizzare questi impegni: coloro che vorrebbero intraprenderli da soli, tenterebbero l’impossibile, si sgretolerebbero al primo ostacolo che troverebbero sulla loro strada.
Per quanto l’umanità, sotto il potere dell’egoismo, non penserà che a interessi meschini e staranno divisi, l’oppressione e le sofferenze saranno generali e permanenti.
Se veramente si volesse concretizzare e realizzare, l’unione per quanto non sarebbe facile per le troppe differenze mentali, almeno potrebbe essere realizzabile; ma questo non è sufficiente, perché con tutte le difficoltà che comporterebbe nel mettere d’accordo gli uomini dei popoli; un’unione temporale, un’unione poco solida, sarebbe solo inefficace, e perniciosa’: Il genio del male la dissolverebbe, e nel suo trionfo soffocherebbe per sempre, ogni idea di verità, libertà, uguaglianza e patria.
Perché l’unione possa essere compatta, perché l’unione produca forza, essa deve essere strettamente legata con il sentimento della fraternità, tramite quell’amore che la nascita produce tra i figli dello stesso genitore; lavorare uno contro l’altro, quello è un crimine, bensì, bisognerebbe aiutarci mutualmente in tutti gli atti della vita.
Solo capendoci e amandoci l’un l’altro, i membri delle società proseguiranno sulla strada del bene e della civilizzazione, senza ulteriori martiri della libertà e falsi apostoli della verità.
Se ci costringiamo a mantenere nei nostri cuori questo nobile affetto cercando di non abbandonarlo mai il mondo sarebbe un vero paradiso.
Correggiamoci l’un l’altro, ma con lo stesso amore che la natura ha messo nei cuori dei fratelli, facendoci così degni del nome di Cavalieri di Malta del Gran Priorato Melitense: per questo scopo non dobbiamo risparmiare alcun sacrificio, perché se così facessimo, diverremmo un gregge sperduto; dunque dobbiamo fare l’impossibile per fare brillare nei cuori dei profani la fraternità universale, perché possano lottare con noi per la verità, diritto e patria.

ALCUNE DOMANDE! ALCUNE RISPOSTE! IMPEGNI SOCIALI!

TESI FILOSOFICHE

Come può la formula dei Cavalieri di Malta del Gran Priorato Melitense conciliarsi con qualsiasi convenzione filosofica?
Come può la formula dei Cavalieri di Malta del Gran Priorato Melitense di Libertà, Uguaglianza, Fraternità essere la sintesi del concetto del progresso Umano illimitato e indefinito?
Vi e’ forse qualche confessione religiosa che si oppone al concetto di Fratellanza dei Cavalieri di Malta del Gran Priorato Melitense?
Assolutamente NO, perché i Cavalieri di Malta del Gran Priorato Melitense abbracciano ogni religione che crede in DIO, con qualsiasi nome gli esseri umani lo preghino o gli diano.


TESI SOCIALE

Argomenti per combattere la teoria giuridica della pena capitale e i mezzi per impedirne l’applicazione.
Argomenti per combattere la teoria della necessità delle guerre e mezzi per impedirle.



TESI SIMBOLICHE

Fare conoscere al mondo la storia, i riti, le principali regole e simboli dell’Ordine.
Divulgare quali sono i principali simboli, comuni a tutti i riti dei vari rami dei Cavalieri di Malta dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, e come affermano la loro unità ed il concetto filosofico e umanitario dell’apostolato?
Sviluppo storico della dei Cavalieri di Malta del Gran Priorato Melitense nelle diverse epoche, secondo il linguaggio e il simbolismo della Cavalleria.


TESI STORICHE

Quali sono le vere origini che si possono attribuire ai Cavalieri di Malta?
In quali epoche antiche le manifestazioni della vita pubblica nel mondo, anche tra i più profani possono avere constatato l’esistenza e il lavoro unitariamente costruttivo dei Cavalieri di Malta?
Che documenti (libri, pergamene, medaglie, pitture,sculture, mosaici, giornali, etc.) delle precedenti esistenze storiche dei Cavalieri di Malta sono possedute e conosciute nei diversi luoghi del mondo?

TESI RITUALI

E’ ammessa la libertà di tutti i Riti religiosi che credono in Dio.
Ammesso che molti rami dei Cavalieri di Malta dell’Ordine di San Giovanni, semplificano in molte parti le Cerimonie e Rituali delle investiture; quali sono i riti che durante le cerimonie in nessun caso possono essere omessi?

TESI GIURIDICHE

Se nei tempi antichi esisteva a seconda dei gradi un certo carattere di servilismo, ora nella nostra era ogni Cavaliere stando allo Statuto ha gli stessi diritti e doveri?
Se un Cavaliere dopo che si è dimesso dalla sua carica operativa conserva sempre il carattere Cavalleresco, gli si possono applicare le procedure Cavalleresche nel caso fosse incolpato di qualche delitto, sia Cavalleresco che privato?
Come i principi della solidarietà Cavalleresca non permette mai ai Cavalieri, in considerazione della fratellanza, di favorire l’ingiustizia e di non esitare un solo momento nel compiere rigorosamente i loro doveri anche se profani.

TESI FINANZIARIE

Quali sono i mezzi con i quali la Cavalleria può acquisire la ricchezza necessaria al raggiungere il suo scopo?
Come potrebbe la Cavalleria costituire un credito gratuito in favore dei fratelli industriali per permettere a loro di intraprendere e sostenere bene e onestamente le industrie profane?
Quali sono i mezzi più giusti con i quali si potrebbero costringere i Cavalieri a pagare regolarmente le quote?


GIUSTIZIA

La giustizia è da sempre la grande divinità degli Imperi, la sola Provvidenza delle nazioni, ed è il diapason delle virtù che le giudica tutte.
Anticamente la riconoscevano con il nome di Astree (nella mitologia greca dea figlia di Zeus e della titanide Temi, personificazione della giustizia insieme alla madre), gli uomini l’hanno chiamata Themis, e le divinità la chiamavano semplicemente Verità.
Gli antichi, nel loro linguaggio allegorico, dicevano che la giustizia è la figlia della verità e le davano come sorella la virtù, per loro, la verità in se è figlia di Saturno, cioè il tempo.
Perché gli antichi fecero due creature distinte della giustizia e della virtù?
O meglio perché non decisero che la virtù nascesse dalla Giustizia?
Può essere un uomo virtuoso e ingiusto allo stesso tempo?
Ma se non ci precipitiamo a biasimare i nostri padri, questa contraddizione comprende in se una lezione di grande significato.
La virtù creatura collettiva, sottintende tutti i doveri dell’uomo: Pietà filiale, Amore coniugale, temperanza, Carità, Modestia, amor di patria, coraggio civico,etc.
Ma quale di questi doveri non presuppone la giustizia?
La Giustizia è anteriore a tutti, è troppo importante per fare di lei solo una semplice parte della virtù.
Questo è comperato, questo è caritatevole, quello è un buon socio: Decius e Assas si sono donati alla patria, Catone e Hopital sono stati magistrati giusti, Fenelon (Fénelon, pseudonimo di François de Salignac de La Mothe-Fénelon, è stato un religioso, teologo e scrittore francese), è stato distrutto dal suo prossimo,Vincent de Paul è stato l’apostolo della carità, Aod e Brutus hanno distrutto tiranni, Leonidas è morto per il suo Paese, Lycurgue gli fu legislatore.
Chiunque può possedere una o più virtù, ma chi può essere pienamente virtuoso?
Realmente si è fatta della giustizia una creatura a parte, una divinità, per potercene servire con il linguaggio della Mitologia, avendo il culto e i suoi altari separati.
Così che senza giustizia non ci sono che atti di virtù, ma non certamente virtù completa, ma la giustizia può sostituire tutte le virtù, perché, come detto, le comprende tutte.
Per seguire la legge, l’uomo deve essere temperato, dato che l’intemperanza toglie la facoltà di giudicare giustamente, e deve essere caritatevole, così ché si dirà:
“Non è conveniente che io sia allegro quando mio fratello è afflitto e che tenga solo per me i beni che la natura ha creato per tutti, sarà tollerante, perché capirà che non è corretto imporre la propria fede agli uomini, così come lui, non gli si può negare la facoltà di ragionare, ed essere un buon cittadino perché saprà, che questo è un dovere sociale, e sarà ugualmente un buon figlio, buon fratello, buon socio, buon padre, poiché sentirà che questi sono doveri naturali”.
E si dirà:
“La Giustizia chiede di adempiere ai doveri della natura e della società, dato che l’uomo è assoggettato alla legge del dovere, e rispettare tutti gli obblighi che la parola virtù sottintende”.
La saggezza è l’apogeo della virtù.
Chi vuole divenire saggio inizi entrando nel cammino della virtù, la giustizia gli servirà da guida e non dipenderà che da lui essere giusto.
La giustizia è innata nel cuore dell’uomo, che ha come guida la coscienza.
La coscienza non sbaglia mai, e’ il testimone che parla forte senza aspettare di essere interrogato, e’ un giudice integro e aspro che non attende di essere sollecitato per dare la sentenza, e’ inoltre quel boia impietoso che tortura giorno e notte la sua vittima, senza stancarsi mai.

La coscienza,è un accusatore cattivo che si manifesta facendo arrossire la fronte dell’incolpato, toglie dalle sue parole il tono e l’emotività’della verità, in modo che la sua dignità possa incutere rispetto, la coscienza impedisce il suo sonno e sveglia l’uomo spaventandolo, soprattutto quando ad un’ora imprecisata dove viene raggiunto sia negli attimi di solitudine che nelle feste rumorose portando un turbamento spesso mortale.
La coscienza in fine, disse Nemesis (è una figura della mitologia greca, secondo alcuni figlia di Zeus, secondo altri figlia di Oceano e della Notte), e’ la madre dei rimorsi che macinano l’anima e che tace qualche volta sotto il peso del crimine, ma che subito dopo si rialza inesorabilmente ancora più terribile.
O giustizia!
Sì, tu sei innata nel cuore dell’uomo, nessuno può soffocare la tua voce.
La verità e l’errore si disputano il mondo, così è la sorte dell’infima umanità; solo tu sei la stessa ovunque, e qualsiasi sia il culto, qualsiasi siano le leggi, le abitudini, solo tu, non cambi mai.
La giustizia è il fondamento di qualsiasi società, senza di essa due uomini non potrebbero vivere assieme.
La pace della società dipende dalla giustizia.
Pacificate tutti i cuori e avrete fatto tutto per la libertà, la giustizia: la vera giustizia, produce tranquillità; la virtù consiste nel dare l’amore, e automaticamente si avranno gli effetti intellettuali della giustizia.
Il mondo profano si agita in un discordie infinito, l’ambizione e tutte le passioni cattive fanno una Guerra infinita; il ricco disprezza il povero, il forte opprime il debole; ma la giustizia ha pronunciato l’anatema contro l’egoismo del ricco e contro la violenza dei prepotenti.
E voi, Cavalieri del Gran Priorato Melitense dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, scelti tra tanti altri, siate degni di questo alto favore; la giustizia che sia sempre la vostra regola.
E se per un momento la dimenticate, guardatevi allo specchio e soprattutto ponete lo sguardo sull’emblema che portate sul risvolto della giacca “La croce a otto punte” e ritroverete la forza affinché il vostro lavoro, cioè la vostra vita ,sia giusta e perfetta.
La giustizia, fratelli, è la prima lettera del nome di Geova; per sillabare questo nome divino, dobbiamo conoscere il senso di ciascuna lettera che lo compone; così Pythagora (riverito come un grande matematico, mistico e scienziato, ed è meglio conosciuto per la Teorema di Pitagora) ha detto:
“Dio è Dio perché è giusto, infatti questo nome lo si pronuncia solo in preghiera, e va saputo che nel linguaggio primitivo
a ciascun nome corrispondeva un essere al quale era applicato”.
La Giustizia è Tzedaka (Giustizia ebraica: e' un precetto positivo dare la Tzedakà ai poveri in ragione di quanto è dovuto al povero, se chi dà ne ha la facoltà, come è detto "Aprirai la tua mano". Chiunque veda un povero che mendica e fa finta di niente e non gli dà la Tzedakà contravviene ad un precetto negativo ed è detto : "Non indurire il tuo cuore e non chiudere la tua mano verso il tuo fratello povero".,, primo gradino della scala misteriosa che
è anche la settima e l’ultima, con il nome di Theobounah; per questo i saggi l’hanno considerata come l’inizio e la fine.
I nostri avi in Egitto leggevano sulla sacra pietra di Sais (città sacra nella quale vi e’ il tempio ove all’interno e’ conservata la sacra pietra):
“Voi per i quali la vita inizia o finisce, ricordatevi che la luce eterna condanna l’ingiustizia”.
Hierophantul (capo
prete dei misteri eleusini che erano le cerimonie di iniziazione e si tenevano una volta all’anno), diceva ai suoi primi adepti:
“Andate per le strade della giustizia”.
In Hermopholis (Hermopolis è il nome attribuito dagli storici greci alla località egizia di Khnum, capitale del 15°
distretto dell'Alto Egitto che si trovava sulla riva occidentale del Nilo), la prima musa si chiamava allo stesso tempo Isis e Giustizia.
Ho detto, cari fratelli che la giustizia è la base di ogni società
.
Non si costruisce sulle sabbie mobili; il cuore dell’uomo ingiusto è più mobile che la sabbia del deserto.
Nulla e nessuno può scappare da questa legge: uomini, imperi, istituzioni, tutto passa dalla giustizia; senza di lei tutto perisce e muore, poiché ogni essere di questa terra è sottoposto a leggi eterne e immutabili.
Quando il grande Principio ha creato migliaia di cose e migliaia di creature, ivi incluso l’essere umano: tutto quello che ha fatto il creatore non è stato fatto esclusivamente per l’umano: lui ha impresso le leggi in tutte le sue opere; queste leggi sono fatte sì che ruotino come un gioco perpetuo, in modo che l’azione e la reazione che risulta dal gioco delle leggi innalzi la catena fino a lui.
Newton è grande perché ha scoperto la legge che governa il mondo fisico; il saggio che conosce quella che governa il mondo morale è ancora più grande di Newton, perché questa scienza lo sosterrà nelle avversità e gli dirà:
“Soffri, spera e segui la legge del mondo morale, è la giustizia che conserva dalla giustizia stessa, se non la si segue, nasce automaticamente la violenza che distrugge”.
Giustamente esaminate e comparate nei secoli le storie di tutti i popoli o nazioni, inizialmente li si vede innalzarsi brillando con un orgoglio ammaliante e poi cadere per non rialzarsi mai più.
Cercando e analizzando gli eventi, si troverà la ragione di questa caduta rovinosa; il più delle volte e’ stata commessa qualche grande ingiustizia, ove sconfiggendo qualche diritto inviolabile si e’ giunti a sostituire la forza della giustizia.
Qui e solo qui,deve essere cercato il segreto delle rivoluzioni e la caduta degli imperi.
Se osserviamo la fortuna degli uomini felici, secondo il parere della gente; quella fortuna che, e’ stata raggiunta con l’inganno e l’ingiustizia illude i volgari, e per quanto facciano i cosi detti uomini felici, la loro fortuna non avrà che un’esistenza passeggera.
Poiché la Provvidenza Cari Fratelli, sorveglia anche più del grande Sir Isaac Newton.
Don. Renzo Pampalon
Cancelliere del Gran Priorato Melitense
Ordine di San Giovanni di Gerusalemme

martedì 15 giugno 2010

Don Renzo Pampalon: Morale dei Cavalieri del Gran Priorato Melitense O.S.J.


PER COLORO CHE NON SANNO ESATTAMENTE COSA SIANO I CAVALIERI DI MALTA, DEL GRAN PRIORATO MELITENSE O.S.J., VORREI ESPRIMERE IL NOSTRO PENSIERO MORALE VERSO L’ESSERE UMANO IN GENERALE.

L’uomo è eminentemente sociabile, egli tende alla perfezione.
E’ cosciente che il solo mezzo per poter raggiungere la vetta, che il creatore gli ha prescritto nella società, non è altro che la morale.
Praticare il bene, compiere il proprio dovere e essere a posto con la propria coscienza, sono le tre basi fondamentali di questo mezzo sublime.
Lo scopo della morale dei Cavalieri di malta, come di ogni essere umano, è di regolare tutta la propria vita, mettendo in movimento le grandi facoltà dell’anima: sensibilità, intelligenza e volontà.
Applicare queste tre regole, porta l’individuo a fare per i propri simili, quello che non vorrebbe gli venisse fatto, e di astenersi da qualunque azione perniciosa e spiacevole, verso il prossimo.
Osservando gli elementi della morale vi troviamo necessariamente comprese nozioni di libertà, uguaglianza, diritto, fraternità e verità.
Questi principi sono così strettamente legati tra di loro, tanto che una senza l’altra sarebbe una parodia, e se le estrapoliamo, la morale non avrebbe corrispondenza con le sue basi costitutive ed essa non sarebbe altro che un nome convenzionale, per servire da copertura ad una società corrotta, appassita e rimasta in decadenza.
Per far si che questi principi trionfino, con l’aiuto dei quali solamente, possiamo vivere come società, i Cavalieri di Malta hanno lottato dall’alba dei tempi e lottano tutt’ora.
I Cavalieri di Malta, nei secoli hanno attraversato grandissime difficoltà, hanno sempre usato tutti i mezzi onesti e compatibili con il sacro dovere che si sono imposti, cercando d’essere e divenendo gli apostoli della morale pubblica e privata e per raggiungere questo obiettivo, non hanno neppure risparmiato il sangue di molti Cavalieri per aiutare l’umanità.
Molti bisognosi di quasi tutti gli Stati si sono riscaldati ai raggi di questo sole di solidarietà e anche Paesi quasi irraggiungibili hanno usufruito, e stanno usufruendo dei questi benefici aiuti.
Molti cittadini d’Ogni Nazione seguendo l’esempio dei Cavalieri di Malta, animati dagli stessi interessi morali, hanno visto, quanto si è potuto fare fino ad ora, e per il bene della loro Patria e dell’umanità’ hanno aderito divenendo a loro volta dei Cavalieri di Malta, impegnandosi con grande devozione e serietà in questa lotta comune della solidarietà.

Don Renzo Pampalon: Consegna del Codex Pauli a Sua Santita' BARTOLOMEO I* presso la Cattedrale Patriarcale di San Giorgio al Fanar, Costantinopoli

S.S. Bartolomeo I Patriarca Ecumenico di Costantinopoli
Alla Sinistra: Dom Salvo Francesco Callegaro Maestro del Sovrano Ordine Militense di San Giovanni di Gerusalemme Cavalieri di Malta.
Al centro: Sua Eccellenza Don Renzo Pampalon Cavaliere di Gran Croce Cancelliere dell'Ordine.
Alla destra: Sua Eccellenza Florin Adrian Secureanu Priore Militense di Romania

Consegna del Codex Pauli a Sua Santita' BARTOLOMEO I* presso la Cattedrale Patriarcale di San Giorgio al Fanar, Costantinopoli da parte dei Dignitari del Gran PrioratoMelitense Cavalieri di Malta dell'Ordine Sovrano di San Giovanni di Gerusalemme; Il Codex Pauli è dedicato a S.S. Benedetto XVI, che ha indetto l’Anno Paolino e ospita i contributi inediti, appositamente preparati, di S.S. Bartolomeo I Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, S.S. Kirill Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie.
Per il Codex Pauli è stato creato il font originale “Paulus 2008” rispecchiando la grafia dell’amanuense della Bibbia Carolingia (IX sec.). La copertina–evangeliario è allestita con rara maestria artigianale su piatto in legno di cm. 1,2 rivestito interamente in pelle di vitello scamosciata rasata, di colore grigio chiaro, ed è corredata da otto formelle bronzee ispirate alla Porta Bizantina della Basilica di San Paolo fuori le Mura, con scene tratte dai misteri di Cristo (fronte copertina) e della Chiesa (retro copertina).

Il Codex Pauli è un tomo unico di pag. 424 di grandi dimensioni (cm. 35x48x10), e di finissima composizione. Le dimensioni imponenti del Codex denotano l’intento dell’Editore, il quale ha voluto celebrare il grande Apostolo delle Genti attraverso un’opera monumentale, unica nel suo genere. Esso è concepito sullo stile degli antichi codici monastici ed arricchito da una minuziosa selezione di fregi, miniature e illustrazioni, provenienti da manoscritti di datazione diversa dell’ Abbazia di San Paolo fuori le Mura: veri e propri tesori d’arte, come la Bibbia Carolingia del IX secolo. I delicati cromatismi, il tratto splendente dell’oro e la variegata articolazione di geometrie, contribuiscono a rendere l’insieme ancora più affascinante e prezioso, testimonianza perenne delle celebrazioni per il bimillenario della nascita di san Paolo.

Don Renzo Pampalon: Gli Ordini Cavallereschi abbisognano di Ordine non di Disordine o di Apparenza

Il Gran Priorato Melitense O.S.J. Cavalieri di Malta presenziato dal Governatore Generale Don Salvo Francesco Callegaro, il Cancelliere Don Renzo Pampalon, ed un folto numero di Cavalieri e Dame, rendono omaggio a Sua Santita' Bartolomeo I° con la consegna in dono del Codex Pauli







Solo così l’utopia umana dei tempi Messianici, quelli di una nuova umanità unita e vivente nella solidarietà e nella pace, libera da determinismi economici, libera dalle guerre e dalle lotte di classe, dalle vergogne di chi si dichiara Cavaliere.
Non dimentichiamoci che le gioie ardentemente inseguite possono sfuggire e, una fatale sfortuna potrebbe intrecciare lo slancio liberatore, tutto indurrebbe alla rassegnazione, d'altra parte, per i più, è più facile apprezzare il sottomettersi che il lottare.
Cosi sono numerosi i Cavalieri che per scoraggiamento o per falsa convinzione, si sono lasciati andare a ciò che chiamiamo la " Forza delle cose " e che in fondo è soltanto " La debolezza dell'animo loro".
Si, vivere, vivere!
Tale è il destino dell'essere umano.
Vivere a dispetto degli ostacoli, vivere al di sopra degli stessi.
Vivere con più forza, con rinnovata energia sormontando l'ostacolo.
Vivere non solo con le briciole che la vita ci sembra accordare, ma dei tesori che l'anima ci svela in questo grande regno di creatività cosmica; non bisogna rifugiarsi nell’illusione, ma guardare in faccia la vita e soffrire per gioire.
Non essere né pagano, né ebreo, né cattolico, né ateo, né mussulmano, ma avere una verità interiore e viverla con abnegazione, non voler apparire né un santo, né un filosofo, né un essere per bene, né un artista, né un sapiente, ne un Cavaliere ma essere sé stesso e dimostrarlo al prossimo.
La vita è un viaggio di esplorazione ed io, come voi tutti nella penombra della stessa, la stiamo ancora percorrendo!
Chi non segue il proprio sentiero si priva delle scoperte che incantano e danno forza di arrivare sino in fondo come quelle che stiamo e voi tutti state proponendo.
Nell’annientamento universale una sola cosa resta: la coscienza della nostra evoluzione e della nostra convinzione nel progetto di una Cavalleria del cuore e del sentimento.
Sono le nostre più nobili virtù, le nostre più belle facoltà che spesso non vengono impiegate nella creatività interiore con sublime armonia, la speranza nasce dal profondo del dolore, dalla reazione dell’anima che sirialza e sale tanto più in alto quanto il suo abbattimento è stato profondo.
Ecco quello che dobbiamo fare, Paladini della verità cavalleresca e nobiliare.
Così la disperazione è spesso il riscatto di una felicità intensa; bisogna ricadere poiché non si può più né salire né mantenersi a quell’altezza.
La vita dell’essere umano è un susseguirsi di alti e bassi, ma attraverso questi continui sconvolgimenti, l’occhio che sa penetrare l’invisibile, scopre la linea che sale, l’opera intima che conduce all’equilibrio dellaformazione interiore ed alla sua creatività armonica, ma gli esseri corrotti come possono capirlo?.
Solo così la Nobiltà del tempo e degli uomini di buona volontà riaffiorerà in tutta la sua Luce e non diventerà inferiore all’idea stessa del Divino nel nome di Madre Cavalleria.
Ecco quanto penso e, con il soffio vitale nella mia mano, esterno a tutti voi e ai fautori di questa liberazione, un lodevole plauso esaltando i progetti della speranza Cavalleresca i quali, doneranno un’esistenza piùdegna alle persone che soffrono con l’energia del cuore che si chiama Amore supereranno ogni barriera dell’orbe terracqueo.
Ergo: “ Regaliamo un sorriso, tendiamo una mano, accarezziamo un volto per donare la scevra gioia e quell’anima vedrà la Luce “.

domenica 23 maggio 2010

Don Pampalon: S.A. Don Salvo Francesco Callegaro Priore del Gran Priorato Melitense Cavalieri di Malta, in visita ufficiale presso S.S.BARTOLOMEO I*

SUA SANTITA' BARTOLOMEO I* E S.A. DON SALVO FRANCESCO CALLEGARO
SUA SANTITA' BARTOLOMEO I* E SUA SANTITA' BENEDETTO XVI

S.A. Don Salvo Francesco Callegaro Governatore Generale del Gran Priorato Melitense Cavalieri di Malta O.SJ. (con una nutrita rappresentanza di Dame e Cavalieri) in occasione del compleanno di SUA SANTITA' BARTOLOMEO I* si e' recato ad Istambul, ove e' stato ricevuto da SUA SANTITA' BARTOLOMEO I* in udienza privata.

Don Renzo Pampalon: Se tu hai vergogna di me, io mi vergognerò di te davanti al Padre mio

Una persona con la quale la gran parte di noi è cresciuta e che ha contribuito alla pace sia attraverso il dialogo con altre Religioni e sia con una rivisitazione del passato della Chiesa.
Nel quarto anniversario della sua morte.
Per i prossimi 60 secondi, lascia ciò che stai facendo e approfitta di questa opportunità per recitare una preghiera in ricordo del Papa. Tutto quello che devi dire è:
"Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in Cielo così in Terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non c'indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen".
Apprezza il potere di Dio nella tua vita e farai ciò che Lui desidera.
Gesù disse, "Se tu hai vergogna di me, io mi vergognerò di te davanti al Padre mio". Se ami Dio e non ti vergogni delle cose meravigliose che ha fatto per te.